La nascita di Nuceria Alfaterna
La storia dell'Agro Nocerino Sarnese tra il Vesuvio e il fiume Sarno. Millenni di alluvioni e di eruzioni vulcaniche hanno coperto la valle di un humus fertilissimo, che lo ha reso ricco e popoloso, ma ha anche cancellate le testimonianze pił antiche della presenza dell'uomo.
Solo agli inizi del I millennio a. C., con l'arrivo dal nord di popolazioni portatrici della cultura delle tombe a fossa, si delinea un quadro leggermente pił articolato. Furono difatti i protoitalici Sarrasti a fondare, quattro secoli pił tardi, intorno al 600 a. C., Nuceria e le altre cittą del territorio.
La loro storia appare profondamente unitaria, patrimonio indivisibile degli abitanti dell’Agro, in particolare di quelli dei Comuni fino al 1806 uniti nella Cittą di Nocera dei Pagani. Tutte le testimonianze antiche formano, dunque, la comune ereditą degli abitanti dell'Agro, al di lą delle divisioni amministrative.
Subito ricca e potente, Nuceria fu dagli inizi una comunitą interetnica, in cui, accanto ai commercianti greci ed ai contadini indigeni, vi era una classe dominante etrusca e sarraste. Dell'enorme rilievo che l'elemento autoctono ebbe nella cittą č una prova l'adozione di un nuovo alfabeto, detto appunto "nucerino".
La cacciata dei re etruschi da Roma nel 509 e la vittoria, nel 474 a. C., della flotta siracusana su quella etrusca a Cuma, isolarono dalla madrepatria le cittą etrusche della Campania, che caddero una dopo l'altra nelle mani delle popolazioni italiche dell'Appennino, in cerca di terre pił fertili e culturalmente ed etnicamente affini agli abitanti indigeni. A Nocera questo tramonto dell'egemonia etrusca č da porre intorno al 450 a. C., e pił che ad una conquista č da attribuire ad un graduale sopravvento dell'elemento indigeno rafforzato dai nuovi venuti. Tra costoro vi erano probabilmente molti appartenenti alla tribł sannita degli Alfaterni, donde il nuovo nome di Nuceria Alfaterna.
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